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Denunce anonime e attività "pre-procedimentale" del pubblico ministero
2006
Di fronte a un panorama giurisprudenziale che sancisce la nullità dei decreti di perquisizione e sequestro emanati a seguito di una denuncia anonima, la sentenza in commento rappresenta una meteora pericolosa che potrebbe legittimare attività poste in essere a iniziativa della polizia giudiziaria e finanche del pubblico ministero sostanzialmente ricusate dalla regola esclusoria che, pure nel sistema vigente, si è voluto adottare in tema di anonimi. Tuttavia, la chiusura all'anonimo non è stata prevista come assoluta, ma si è cercato di salvaguardare la possibile plausibilità del suo contenuto . Qui il vero nodo della querelle: le modalità concrete dell'utilizzo della denuncia anonima, sotto…
Obbligatorietà dell’azione penale e criteri di priorità. La modellistica delle fonti tra esperienze recenti e prospettive de iure condendo: un quadro…
2010
Commento agli artt. 405, 406, 407, 408 e 411 del codice di procedura penale
2012
L'Autrice, riportando la giurisprudenza più recente oltre che le posizioni dottrinali più accreditate, commenta gli articoli del codice di procedura penale riguardanti la chiusura delle indagini preliminari, la proroga del termine, i termini di durata massima delle indagini preliminari, la richiesta di archiviazione per infondatezza della notizia di reato e gli altri casi di archiviazione.
Sui limiti temporali delle nuove contestazioni: una questione da ripensare
2011
Gli artt. 516 e 517 c.p.p. consentono al pubblico ministero di modificare o ampliare l’accusa nel corso del dibattimento. Resta aperta, tuttavia, la questione se le nuove contestazioni possano essere effettuate prima dell’inizio dell’istruzione dibattimentale e soprattutto sulla scorta di elementi conoscitivi già compresi nel materiale delle indagini preliminari raccolto nel fascicolo del pubblico ministero ma non formalizzati nell’atto che instaura il dibattimento.
Ruolo dell'offeso dal reato e attività propulsive del procedimento: qualche riflessione di metodo
2010
1. Azione penale privata, finalità decongestionanti di sistema e prerogative dell'attore pubblico: premessa. – 2. Valorizzazione del ruolo della vittima, funzioni di impulso procedimentale e prime sperimentazioni de iure condito: i vissuti chiaroscurali dei dispositivi di ricorso diretto dell'offeso al giudice di pace. – 3. Linee progettuali de iure condendo: valorizzazione dei ruoli di input affidabili all'offeso, ottimizzazione delle prerogative dell'attore pubblico e del giudice, amplificazione delle chanches di accesso a meccanismi di diversion. – 4. Osmosi tra modelli di giurisdizione e sviluppi progettuali del sistema verso traguardi di diversion: qualche cenno conclusivo.
Mancanza dei gravi indizi di colpevolezza e infondatezza della notizia di reato: un parallelismo del tutto sconfessato dalla Corte Costituzionale
2009
Non stupisce che anche l'ipotesi di "imputazione coatta" di cui all'art. 405, comma 1 bis, c.p.p., introdotta dalla "Legge Pecorella", sia stata dichiarata incostituzionale nel contesto di un disegno volto a ripristinare lo status quo delle norme processuali prima dell'incisivo intervento del legislatore del 2006. L'Autrice ripercorre il ragionamento della Corte avallandone interamente i passaggi logici argomentativi con i quali è stato troncato il tentativo di limitare l'autonomia del pubblico ministero nell'esercizio del potere d'azione.
artt. 75, 76, 77, 78, 79 c.p.p.
2008
L''autore analizza in chiave critica e problematica gli aspetti più interessanti della costituzione della parte civile nel processo penale, con peculiare attenzione alle ricadute applicative.